Lettera Aperta:
Abbiamo letto il recente articolo del New York Times "In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment" (http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html),
pubblicato il 13 Dicembre 2007, in coincidenza con la visita del Presidente Napolitano negli Stati Uniti.
Molti in Italia - anche il Presidente Napolitano - si sono rammaricati, se non proprio infastiditi, del "tono" di questo articolo.
Siamo cittadini Italiani che vivono fuori dal loro Paese da svariati anni, pur rimanendovi in contatto per motivi di famiglia, amicizia, interessi economici e, perché no, patriottismo. Insomma siamo Italiani che amano il loro Paese, ma non hanno paura di riconoscerne i molti problemi, efficacemente descritti nell'articolo suddetto. Tutti noi che viviamo una realtà diversa abbiamo la strana impressione che i nostri connazionali residenti in Italia non si rendano conto di quella che è ormai l'immagine dell'Italia nel mondo; un'immagine forse parzialmente, ma realisticamente, descritta dal corrispondente del New York Times. Un'immagine negativa che, francamente, ha molto riflesso sui milioni di Italiani che vivono e lavorano fuori dall'Italia e che - nella stragrande parte dei casi - operano molto bene nei loro settori e contribuiscono a migliorare la reputazione del loro Paese.
Il problema sembra essere un’apatia che ha avvolto e coinvolto una buona parte della società Italiana, e che è frutto delle grandi carenze a livello politico e manageriale, ma anche della mancanza da parte dei singoli cittadini, di un senso dello Stato. Perché ormai non si può parlare di questo o quel partito politico: tutta la classe politica italiana ha ripetutamente dimostrato negli anni - sono 62 dalla fine della II Guerra Mondiale - di non essere all'altezza della situazione. Si necessita di un ricambio generazionale (ci sono giovani capaci e volenterosi, ma "bloccati" da generazioni precedenti incapaci di distaccarsi dalle leve del potere economico e politico), così come di un cambiamento integrale del sistema Lavoro, che incentivi la crescita finanziaria e industriale e permetta ai nostri giovani di emanciparsi da pressioni politiche. Un ricambio che consenta al Paese intero di ritrovare competitività e riprendersi un ruolo preminente sul piano internazionale. Ci vogliono nuove leggi elettorali che conferiscano poteri più efficaci al governo eletto e determinino la fine - la fine! - di un sistema di favori e intrecci politico/economici che hanno creato una serie interminabile di conflitti d'interessi: in molti casi sarebbe sufficiente applicare le leggi esistenti. Una riforma del sistema giudiziario è altresì urgente per assicurarsi che il nostro paese non sia più un paradiso per furbi, disonesti e corruttori di vario stampo.
L'Italia ha bisogno di un Nuovo Risorgimento, ma questo Risorgimento può - e deve - essere messo in atto solo con una spinta dal basso proveniente dai cittadini stessi in Italia e all’estero.
Che si sveglino gli Italiani tutti, finiscano di minimizzare, di accontentarsi di situazioni assurde, di piangersi addosso, di vivacchiare illudendosi che la globalizzazione non esista, di continuare a sopravvivere in un sistema isolato e non concorrenziale, che ha prodotto un benessere fittizio e creato insostenibili protezionismi di ogni sorta. Soprattutto, che finiscano di concludere sempre - in presenza di crescenti problemi - che "in fondo l'Italia è il posto migliore al mondo", senza quindi affrontare e risolvere i problemi stessi.
Noi ci impegniamo già da anni a tenere alto il Nome dell'Italia e vorremmo che anche i nostri connazionali in Italia facessero lo stesso.
Ma soprattutto vorremmo che l'Italia ritrovi la Sua gloria di Paese che tanto ha contribuito nei secoli allo sviluppo sia del commercio e scambi internazionali, che delle arti, delle scienze, e della cultura tutta.
Vorremmo essere orgogliosi di essere Italiani sempre e dovunque, non soltanto quando la nostra Nazionale di calcio vince la Coppa del Mondo.
Ci proponiamo di organizzarci e - nel prossimo futuro - prendere iniziative concrete che possano – ci auguriamo - portare benefici e soluzioni per l’Italia.
Ivano Panetti
Milo Argenio
Federico Mennella
Nicola Fiordalisi
Alberto Milani
Paolo Fontana
Fabrizio Signore
Fabrizio Zichichi
Gianpiero Rispo
Andrea Malagoli
Ottavio Serena di Lapigio
Mario Messina
Alessandro Saracino
Giancarlo Signorini
Paolo Vannini
Amedeo Angiolillo
Andrea Valerio
Clemente Micara-Sartori
Monday, December 17, 2007
Subscribe to:
Posts (Atom)

