Saturday, November 15, 2008

VIA LIBERA DALL'UE AL PRESTITO PER IL SALVATAGGIO DI ALITALIA su riflessi di Tana del 12 Novembre 2008

Negli aeroporti va in scena il morbo nazionale. Il problema non è qualche centinaio di piloti ed assistenti di volo, che meriterebbero d’essere buttati fuori, ma la non credibilità della classe dirigente. Il morbo ha roso le carni stesse dello Stato, rappresentato da gente inconcludente. Cominciamo dalle piccole cose: chiudiamo l’inutilissimo garante degli scioperi. Trovo scandaloso che si tenga aperto un ufficio pubblico per avvertire ripetutamente che la legge è violata, senza che accada un accidente. E’ solo uno scrupolo estetico, ma sbaracchiamolo.
Il governo non ha scelta, deve tenere una posizione ferma e dura. L’azienda non ha alternative, deve denunciare chi ne ferma l’attività. Non ci sono sindacati con cui trattare, perché quelli confederali sono corresponsabili del disastro e largamente scavalcati dagli estremisti. I quali ultimi saranno anche degli sconsiderati, ma s’ispirano ad una teoria affascinante: Alitalia è crollata perché in molti hanno rubato, altri approfitteranno, ed è stata amministrata con i piedi, perché mai noi dovremmo essere gli unici a non poterne più ciucciare il mammellone? Non hanno capito la gravità della crisi, ma hanno imparato la filosofia della cogestione: tutti devono mangiare la propria fetta, e reclamano la loro. O si chiama l’esorcista o si telefona alla polizia.
Lo Stato, quindi noi contribuenti, ha dilapidato moltissimo, in Alitalia, e si accinge ad accollarsene i debiti per favorire una cordata di presunti risanatori (la voglio vedere!). Non ci sono margini per far altri regali, anche perché fra qualche settimana la crisi farà sentire i suoi morsi veri, altre aziende andranno in crisi e non è neanche pensabile applicare ad altri questa tecnica del salvataggio oneroso. Lo Stato ci ha rimesso anche in credibilità, lasciando che le proprie leggi fossero ignorate. Ora il tempo è esaurito, come i soldi, quindi i blocchi illegittimi vanno repressi. Il sindacato confederale anticipi questa richiesta, cercandovi l’ultimo appiglio per salvare un proprio ruolo. L’alternativa è l’ordine propiziato dal disordine. E porta male.
Purtroppo molti di quelli che dovrebbero parlare non hanno, oramai, più alcuna credibilità. Troppo invischiati, troppo corresponsabili. Alitalia è divenuta l’autobiografia nazionale, e non è un bel vedere.da www.davidegiacalone.it
Bene, ora non c'è più tempo da perdere.La CAI può operare: metta in mobilità il personale e inizi la chiamata nominale per sapere chi accetta il contratto e chi no.Chi non accetta, come da legge, perderà la cassa integrazione. Il comportamento arrogante e scellerato di chi non ha capito che certi stilemi codificati da un sindacato di fatti nemico di chi è veramente più debole, non possono più essere concepibili nè tollerati, ha esasperato la pubblica opinione che è tutta contro questi soggetti che vogliono continuare a succhiare ad libitum la mammella statale, fingendo di lavorare, peraltro con paghe esageratamente alte per le ore lavorate e che si arrogano il diritto di far schiattatre il fegato alla gente che si muove non certo per sport.La gente non ne può più di questi guru della pagnotta propria che bloccano e sputtanano un paese già sputtanato di suo, per tale motivo essa sopporterà meglio quello che sta subendo, se avrà la certezza che questi piccoli masanielli non piegheranno in alcun modo il paese e il suo governo.Una volta licenziate le teste calde, certi capipopolo all'amatriciana non potranno più creare danni e questo vale pure per i signori piloti in sciopero bianco.L'Alitalia non è cosa loro e fra non molto non sarà neanche cosa nostra, degli italiani dico, ma sarà un'azienda privata i cui lavoratori dovranno impegnarsi totalmente per rendere ai clienti un servizio per esempio tipo quello della Luthansa, professionale al massimo.Chi lo capisce bene, chi non lo capisce vada a prestare altrove la sua opera..dicono o non dicono che i piloti sono ricercatissimi?E allora bando al buonismo ipocrita, vadano altrove a lavorare e , se possono, a scioperare ,vedremo come saranno trattati

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